Ledger conferma l’exploit hardware: a rischio 93 milioni
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Ledger ha confermato l’avvenuto exploit: almeno un dispositivo collegato all’indagine sul wallet-drainer CryptoBilis conteneva un impianto hardware non autorizzato. Le perdite potenziali stimate raggiungono i 93 milioni di dollari, coinvolgendo 311 wallet su cinque diverse chain. Il ritrovamento conferma, per il momento, la manomissione fisica di almeno un dispositivo interessato.
In un aggiornamento, Ledger ha dichiarato di aver esaminato il dispositivo di un utente colpito, rinvenendo un modulo hardware non autorizzato. I clienti coinvolti avevano acquistato i dispositivi tramite CryptoBilis, un rivenditore attivo in Indonesia, Malesia e Filippine.
72 hour update on reseller CryptoBilis incident 🔽
— Ledger (@Ledger) October 11, 2026
As the investigation continues, we are working with relevant authorities. The volume of impacted devices is limited. We know this is concerning, especially for those directly affected, and we are reaching out to impacted users.…
Ledger ha comunicato di aver già contattato gli utenti interessati e di aver iniziato a collaborare con le autorità su questo exploit. L’azienda ha inoltre chiesto a CryptoBilis di interrompere la vendita di tutto l’inventario di hardware wallet mentre l’indagine prosegue, anziché sospendere solo le vendite dei prodotti Ledger.
La dichiarazione della società, secondo cui i propri sistemi e servizi non mostrano segni di compromissione, suggerisce una potenziale esposizione fisica o legata al rivenditore, piuttosto che una violazione del backend di Ledger. Questo elemento restringe il campo delle indagini.
L’exploit Ledger e la scoperta dell’ex CEO di Mt. Gox
L’ex CEO di Mt. Gox, Mark Karpelès, ha iniziato a indagare sull’incidente Ledger il 9 ottobre 2026, dopo aver ricevuto dalla Malesia un Ledger Nano X che sospettava fosse stato manomesso fisicamente. Nonostante la confezione termoretraibile sembrasse intatta, Karpelès ha dichiarato di aver scoperto un modulo elettronico nascosto dietro lo schermo, dove normalmente si trova l’imbottitura del dispositivo.
Need free data? Buy a cheap ledger off a dodgy seller, pull the sim out of the spy implant and enjoy while you can (law enforcement may visit you thinking you are the one making these).https://t.co/ycMuv98UHh pic.twitter.com/4tVCkrqlF0
— Mark Karpelès (@MagicalTux) October 8, 2026
Karpelès ha riferito che il sospetto impianto conteneva un microcontrollore, hardware cellulare LTE, un’antenna e una eSIM, con collegamenti ai circuiti del display del dispositivo. Secondo l’esperto, questa configurazione potrebbe consentire al modulo di catturare le frasi di recupero (recovery phrase) visualizzate durante la configurazione del wallet e trasmettere le informazioni tramite connessione cellulare.
Successivamente, ha iniziato a esaminare il componente più da vicino e ha invitato CryptoBilis a ispezionare l’inventario invenduto alla ricerca di modifiche simili. Ledger ha poi confermato il ritrovamento di un impianto hardware non autorizzato all’interno del dispositivo di un cliente colpito.
La preoccupazione per la sicurezza si estende ora al canale dei rivenditori: i clienti tendono a fidarsi di un dispositivo in base al marchio e al punto vendita, ma il ritrovamento conferma che almeno un’unità collegata a questa indagine è stata fisicamente alterata.
CryptoBilis venduta a un acquirente ignoto?
Il cambio di proprietà di CryptoBilis ha aggiunto un ulteriore livello di complessità all’indagine in corso sui wallet Ledger. Secondo quanto riportato, gli ex co-fondatori dell’azienda, Arravind Prabu e Vimalatheethan, avrebbero dichiarato di aver completato la vendita nel marzo 2026, cedendo il controllo operativo.
Tuttavia, hanno sostenuto che un accordo di riservatezza ha impedito loro di annunciare pubblicamente la transazione fino a metà ottobre. La tempistica ha attirato l’attenzione poiché le segnalazioni di exploit crypto che coinvolgono i dispositivi Ledger venduti tramite CryptoBilis sono emerse proprio a ottobre.
HARDWARE WALLET RESELLER CRYPTOBILIS SOLD TO CHINESE NATIONAL BEFORE SUSPECTED SUPPLY CHAIN ATTACK
— Bitcoin News (@BitcoinNewsCom) October 9, 2026
Newly surfaced corporate records indicate that Malaysian hardware wallet reseller CryptoBilis changed ownership, with an individual identified as Jiaming, whose registered address… pic.twitter.com/0d9KmPp35y
I registri aziendali citati da BitPinas mostrerebbero che il 100% delle azioni di CryptoBilis è stato trasferito a un individuo identificato come Jiaming il 3 agosto 2026. L’indirizzo registrato associato all’acquirente risulterebbe nella provincia di Heilongjiang, in Cina.
Il trasferimento di proprietà è particolarmente rilevante dopo la scoperta di Mark Karpelès del sospetto impianto hardware. Curiosamente, 假名 (jiǎmíng) in cinese significa “nome falso” quando scritto con quei caratteri.
Per ora, gli investigatori devono ancora stabilire come i dispositivi modificati siano entrati in circolazione, chi abbia installato i componenti e se il cambio di proprietà sia collegato all’attacco. Al momento, non esistono prove certe che colleghino il nuovo proprietario di CryptoBilis alla presunta manomissione.
Il caso MediaMarkt in Europa e cosa fare
Una segnalazione separata della community ha ipotizzato che un Ledger acquistato tramite MediaMarkt in Europa mostrasse segni di un possibile exploit hardware. MediaMarkt è un rivenditore ufficiale Ledger in diversi mercati europei, tra cui Germania e Austria, ma Ledger non ha confermato che il dispositivo segnalato sia stato compromesso o collegato all’indagine CryptoBilis.
PSA the ledger incident isn't limited to Asia
— Johannes (4, 4) (@0xJohannes_) October 11, 2026
This is a device purchased in store from an official reseller in Europe (a legitimate device doesn't have any of these cables as can be seen in picture 2)
This even seems to be an old version of the 'spy implant' even though the… pic.twitter.com/bLWrN9aooK
Gli osservatori si sono divisi sull’interpretazione delle immagini circolate: alcuni hanno messo in dubbio che l’hardware fosse coerente con una scheda Ledger originale, mentre altri hanno affermato di non riuscire a identificare lo stesso tipo di impianto trovato nel sud-est asiatico.

Chiunque possieda un hardware wallet Ledger dovrebbe considerare questo incidente come un promemoria per rivedere la sicurezza del proprio wallet, anche se il dispositivo è stato acquistato direttamente da Ledger o da un altro rivenditore autorizzato. Attualmente non ci sono prove conclusive che ogni dispositivo Ledger sia interessato, quindi gli utenti dovrebbero evitare il panico e seguire gli aggiornamenti ufficiali sulla sicurezza.
Non inserite mai la vostra recovery phrase su un sito web, in un’app o in una chat di assistenza clienti, e non condividetela mai con chiunque affermi di far parte del team Ledger. Se il vostro dispositivo mostra segni di manomissione fisica, smettete di usarlo e contattate il supporto Ledger tramite il sito ufficiale. Un semplice controllo di autenticità del dispositivo non deve essere considerato come prova definitiva che l’hardware non sia stato modificato.
I proprietari possono seguire le istruzioni ufficiali di Ledger per verificare l’autenticità del dispositivo. Tuttavia, il superamento di questo test non garantisce l’assenza di manomissioni fisiche; gli utenti devono prestare attenzione a segni di modifiche e seguire i bollettini di sicurezza ufficiali.
Gli hardware wallet acquistati tramite catene di approvvigionamento dubbie meritano particolare attenzione, ma anche i possessori di dispositivi non interessati dovrebbero mantenere backup offline sicuri, verificare i dettagli delle transazioni sul display del dispositivo e considerare un piccolo trasferimento di prova prima di spostare fondi consistenti.
Soprattutto, non aspettate la conferma di un furto prima di agire se esistono prove credibili che la vostra frase di recupero sia stata compromessa.